Caino – Saramago

La cosa ancora più triste dopo la morte di Saramago, fu che, appena il giorno dopo, il Vaticano si espresse sul suo ultimo libro Caino e ovviamente non si espresse a favore e mi sarebbe bastato solo questo per decidere che questo libro mi sarebbe piaciuto :)

Leggendo Caino ho capito perché, perché ti costringe a pensare alle contraddizioni che certamente un Dio se esiste non si sarebbe mai sognato di dire e fare.

A tal proposito, al momento in cui Saramago racconta (a modo suo) della cacciata dall’Eden di Adamo ed Eva, mette subito in dubbio l’operato del Signore quando decide di cacciare la coppia rea di aver mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, allora Saramago scrive:

…persino l’intelligenza più rudimentale non avrebbe alcuna difficoltà a comprendere che essere informato sarà sempre preferibile a ignorare, soprattutto in materie tanto delicate come lo sono queste del bene e del male…”.

Dio appare ridicolo, sembrerebbe così almeno…ma non è vero.
Appare ridicola, invece, l’immagine che la Chiesa ha dato di Dio e del suo rapporto con la “sua creatura” in questo caso Caino che, spesso, nel racconto, appare notevolmente più intelligente dello stesso Signore.
La veemenza linguistica di Saramago si esprime appieno quando lo scrittore si trova a commentare l’ordine dato da Dio ad Abramo di uccidere suo figlio.

La cosa logica, la cosa naturale, la cosa semplicemente umana sarebbe stata che Abramo avesse mandato a cagare..”.

Particolarmente illuminante è il “battibecco” tra Dio e Caino al momento della preparazione dell’Arca, qui Caino prende per i fondelli il Signore e sembra davvero il trionfo della logica sull’illogicità e non potrebbe essere altrimenti.

Il libro finisce che non finisce…e forse è proprio così che deve andare:

“La storia degli uomoni è la storia dei loro fraintendimenti con dio, né lui capisce noi, né noi capiamo lui”

Img da Ibs.it

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3 thoughts on “Caino – Saramago

  1. Io ha detto:

    L’ho quasi finito.
    Sulle prime non lo avevo apprezzato.
    Riprendeva troppo il suo vangelo.
    Tuttavia Saramago e i suoi splendidi dialoghi, assolutamente senza spazi, mi hanno coinvolto.
    Dio qui è un bambino che gioca, tanto simile a quello onnipotente di star trek

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