La fine del mondo storto – Mauro Corona
Per chi ama (e adora) la Natura come me, leggere libri come questi è come sentirsi a casa, ovunque si stia, sull’aereo inviaggio verso Dublino, sul treno per raggiungere Roma, a lavoro, durante la pausa pranza..è un libro “buono” che ci fa comprendere con un linguaggio chiarissimo ma mai scontato,l’importanza del preservare le Energie che la Natura ci dona gratuitamente ogni giorno.
Lungi dall’essere un libro romantico o ridondante nei concetti che da anni ci propinano con pubblicià progresso che passano veloci come fulmini tra un pianto e l’altro di qualche talk show, La fine del mondo storto di Mauro Corona è a volte “atroce”, duro.
Immaginate che un “giorno il mondo si svegla e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l’energia elettrica..Gli uomini si guardano l’un l’altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno?“
Di occasioni di immaginare cosa possa accadere ce ne sono molte, basta un po’ di immaginazione appunto..ma leggere così nero su bianco fa quasi paura…
La prima volta che nel libro si cita il titolo stesso, ovvero di “la fine del mondo storto” è a pagina 29, quasi alla fine lì dove si preannuncia l’arrivo dell’inverno “si porta nella gerla la fine del mondo…la fine del mondo storto.Un mondo pieno di roba superflua..un’anguria marcia disfatta dalle scarpe ferrate dell’eccesso“.
Che succede a questo punto? Alcuni sopravvivono altri no…meglio chi ha vissuto e vive in montagna che sa ancora usare le mani…qualche politico sopravvive (io direi..putroppo
) ma anche qui la frasce che accompagna “la scena” è davvero spiazzante…Non vi resta che leggerlo perchè se mi seguite allora vi piacerà!
Poi fatemi sapere!
PS. Sono andata sul sito dell’autore Marco Corona ho trovato altri titoli e bellissime copertine (io guardo anche quelle…) che acquisterò sicurament; quella di sotto riportata è la copertina de La fine del mondo storto.
Grazie, ecco perchè senza gli immigrati saremmo perduti
Il libro intitolato “Grazie, ecco perchè senza gli immigrati saremo perduti” di Staglianò è una dimostrazione palese dell’imbecillità di chi pensa che l’Italia può campare senza immigrati.
Non è un testo “sentimentale” strappalacrime ma, invece, un testo “scientifico” che, dati alla mano, ci fa comprendere quando dal punto di vista economico gli immigrati siano, attualmente e per il futuro sempre di più, la soluzione della crisi italiana e non solo direi.
24 vicende per ogni ora della giornata, per “ogni giornata, una giornata gentilmente offerta dali stranieri“.
Il libro inizia subito con una percentuale.
Il 10% del Pil è prodotto dagli immigrati.
Inizia con le ore 1: le badanti, ci avete mai pensato?? Dove vanno le badanti che si ammalano? Chi “bada” a loro?
Ore 2, i pescatori: lo sapevate che molti pescatori hanno nomi italiani ma sono stranieri perchè così fanno maturare la pensione agli italiani??
Ore 5: addette alle pulizie come Afida, straniera che deve anche mantenere il marito (ITALIANO) perchè invalido al 75%, lei prende 600 euro di stipendio e ne paga 750 di affitto.
Ore 13: cuochi e lavapiatti, lo sapevate che la migliore carbonara premiata dal Gambero Rosso è stata cucinata da un tunisino??
Detto questo, bisognerebbe solo ricordarsi una cosa, una cosa soltanto: dal 1861 ben 30 milionidi italiani sono partiti per cercare lavoro all’estero…OVVERO SONO IMMIGRATI!
Vaticano S.P.A. – Gianluigi Nuzzi
Non sono fissata con la “Chiesa”, può sembrare così ma non lo è, sono solo fissata con la verità.
Dopo La Questa di Curzio Maltese ho deciso di leggere Vaticano S.P.A.: che ve lo dico a fare, mi stavo sentendo male.
Esagerata?
Forse, dipende dall’ottica con la quale si legge.
Io leggo con l’ottica della donna che ha frequentato, dall’asilo al liceo, nell’ordine: suore, suore e preti.
Poi ho finalmente studiato all’Università, La Sapienza.
Tuttavia anche qui, in nessun corso di quelli da me seguiti, ho mai letto alcunchè di riferito alla Chiesa…
Vaticano S.P.A. è un testo quasi universitario secondo me, non è da leggere sotto l’ombrellone perchè ti costringe al voltastomaco e vomitare in spiaggia non sta bene.
Comunque, è storia, pura storia.
Il testo affronta tematiche come la “straordinaria” storia di Marcinkus: “si può vivere in questo mondo senza preoccuparsi del denaro?” (parole sue eh!)
Sul trio Sindona , Marcinkus, Calvi, sullo IOR:una banca a tutti gli effetti…solo che non può essere perquisita nè i dirigenti interrogati, fico eh.
Che fine ha fatto Angelini? E l’Affare Enimont: la maxitangente , il riciclaggio dello IOR…
Se avete lo stomaco forte potete leggerlo…è inconcepibile, io non riesco a comprendere come la chiesa possa occuparsi di denaro quando l’unica volta che si adirò il suo “superiore” fu quando trasformarono il Tempio in un mercato…
Dal Blog di Beppegrillo.it: Vaticano SPA
Pagina su Facebook Vaticano S.P.A.
PS. Qualcuno mi ha detto “ma che ti metti a scrivere queste cose su Internet??? E se poi capiscono chi sei???“
Ecco, siccome fino ad oggi – 4 agosto 2011 – c’era effettivamente il rischio che non si capisse bene chi ci fosse dietro tutta questa eresia, ho deciso di metterci la faccia:
Sono Chiara (uff. Mariachiara) Marsella, e non mi fa paura nessuno

I segreti delle spose indiane – Monica Pradhan
Kiran, Preity e Rani… Meenal, Saroj e Uma. Madri e figlie protagoniste tante storie.
L’India e i tanti mondi che raccoglie, ma anche gli Stati Uniti, e la necessità di ricostruire una vita lì dove tutto è grande e sconosciuto, ma che è diventato casa tanto quanto l’India.
Il racconto madri e figlie, ma soprattutto storie di donne che hanno messo al primo posto nella loro vita l’amore ognuna a suo modo, ognuna con la propria impronta. “I segreti delle spose indiane” è un libro di Monica Pradhan edizione Newton Compton, dove si intrecciano le vite e i racconti di queste sei donne, e dei loro problemi, i loro sogni, i loro matrimoni, e le loro storie d’amore dentro e fuori il matrimonio.
Un romanzo emozionante, strutturato sul racconto e sulla percezione di ognuna delle spose che prendono di volta in volta la parola, con la loro storia, le paure, i dubbi che ogni donna porta con se, ma con il bagaglio culturale di chi vive a metà tra due culture.
Le ricette fanno da spartiacque tra un racconto e l’altro, tra un punto di vista e un altro, tra una storia e l’altra. Ricette uniche, perché personalizzate da chi le scrive, e vissute. Tradizionali o riviste, sbrigative o accurate. Anche nel dettaglio di come mescolare le spezie si intravedono tratti delle personalità delle spose.
Racconti appassionanti, temi importanti.
I fatti religiosi tra indù e mussulmani, il tema dei matrimoni combinati, attualizzato con i nuovi strumenti di comunicazione, la malattia, l’amore e il tradimento, e ancora tanti altri sono i temi che nella quotidianità della vita di queste donne vengono affrontati, con la semplicità di una chiacchierata tra amiche.
L’altra parte del mondo – Rita Levi Montalcini
Il libro “L’altra parte del mondo” di Rita Levi Montalcini, si capisce subito dal titolo, parla delle donne, l’altra parte del mondo appunto:”le donne escluse dal potere sono piùlibere nel giudizioe prontea ribellarsi“.
Scorre sotto gli occhi con estrema semplicità, è quindi un testo che tutti possono leggere, non impegnativo e credo volutamente non impegnativo in modo da raggiungere anche il cervello degli uomini….
La donna vista in diversi ambiti, descritta da una mente densa di materia grigia, quella di Rita Levi Montalcini, che ci introduce nell’universo che spesso di rosa non ha nemmeno la sfumatura.
Ripeto, non impegnativo quindi in alcuni casi mi ha annoiato però anche da qui ho tratto delle frasi per me molto significative: “non sempre per cambiare le cose c’è bisogno di violenza, molto spesso basta l’indignazione“.
Interessante notare che anche il Premio Nobel, come Oddifreddi ne “il vangelo secondo la scienza”, parla dell’aneddoto della “costola” di Adamo “la figura femminile, nata dalla costola di Adamo, è considerata dipendente e assume il ruolo di compagna, madre e moglie“.
Parla dell’importanza dell’istruzione (e vorrei sottolineare che quando si iniza a tagliare i fondi all’istruzione se non c’è una chiara ed evidente intenzione ad asservilire il popolo rendendolo ignorante…poco ci manca) e nel libro c’è spazio anche per il ruolo della donna nel digitale e nei social network (come saprete la mia tematica preferita…).
su Ibs
Il coraggio di scegliere – Fernando Savater
Sino ad ora non avevo letto nulla di Fernando Savater, docente di Filosofia all’Università di Madrid e noto intellettuale spagnolo.
Il coraggio di scegliere è una “collezione” di riflessioni e considerazioni di una mente chiaramente “aperta” che vede olte quel che lo circonda anche a distanza di miglia…e non è poco.
Riflette sulla Libertà...e non è poco nemmeno questo, però non è un testo che consiglio a sprovveduti o lettori in erba… è un testo impegnativo non per il linguaggio ma perchè ti costringe a seguire senza perdere nemmneo una virgola altrimenti devi cominciare da capo.
Qual’è il punto sul quale riflettere?
Non l’origine ma il principio e il principio dell’uomo sta nell’azione..il contrario del programma.
“Programmi sono i modelli vegetativi e gli istinti, le rose e le pantere sono programmate..“”il cervello è l’organo specifico dell’azione“.
E a proposito di pantere e uomini, non ci avevo mai pensato, ma è vero: la differenza tra uomo e animale sta nella totale assenza di specializzazione dell’essere umano.
Non abbiamo sviluppato le branchie insomma nè tantomeno le piume ma possiamo nuotare all’accorenza e trovare il modo di riscaldarci.
Il fatto di non esserci specializzati comporta che riusciamo ad adattarci a qualsiasi situazione.
Savater parla poi del piacere, (da dove viene la cattiva fama morale del piacere?….quando godiamo non abbiamo bisogno di niente e nessuno) della politica e bellissimo il passo sulla verità, così scrive:
“Perchè si odia, si disprezza e si teme la verità? Perchè la verità prima ci manca e poi è di troppo…“
Il libro mi ha suggerito un nuovo testo da cercare in biblioteca o acquistare: Storia morale del XX secolo di Jonathan Glover.
La copertina del libro, così come mi ha poi suggerito una mia collega (non Elisa questa volta) un’altra “bionda” (e pure alta!) Francesca, (in quanto laureata in Sociologia è riuscita a individuare subito la tematica della copertina), si rifa alla gestalt.
Direttamente dalla chat di Skype di Fra:
“Si chiama psicologia della gestalt, gestalt significa forma e quindi si dice anche psicologia della forma, l’aspetto più importante di questa teoria è la contrapposizione al modello comportamentista basata sul concetto di SRTIMOLO-RISPOSTA“.

Il vangelo secondo la scienza – Piergiorgio Odifreddi
Il libro Il vangelo secondo la scienza, che non consiglio come lettura a tempo perso perché, andando avanti si fa complesso (non è un libro da “sotto l’ombrellone” è un libro che va elaborato), inizia subito in modo chiaro e diretto, non lascia intuire te lo dice proprio: inizia con il perché l’autore abbia avvertito l’esigenza di scrivere questo libro.
Racconta l’aneddoto di un viaggio a Calcutta, qui Odifreddi registra una forte incongruenza tra un suntuoso tempio e, accanto, a pochi passi di morte, la casa dei moribondi di Madre Teresa “…la casa non ha nemmeno un atrio….quei corpi sofferenti e seminudi distesi sul pavimento e privi anche di un letto, nonostante le offerte miliardarie ricevute dalla Santa”.
Il libro non ha come bersaglio principale la chiesa cattolica (anzi) , il bersaglio del libro è tutto ciò che non è scienza, quindi la religione (in generale).
La prima contraddizione religiosa si incontra con la distinzione tra vegetariano e carnivoro (Genesi IX, 3 e Paradiso Terrestre I, 29).
Il professore di Logica spiega da un punto di vista psicologico termini e concetti quali misticismo, ritualità e teologia.
Per chi come me ama la filosofia, i passaggi (molti a dire il vero) su filosofi come Platone, Agostino, Pitagora, Aristotele, Plotino, Kant sono quasi illuminanti.
Per esempio, particolarmente illuminante (almeno per me che sono una donna) è la riflessione verso la quale Odifreddi ci conduce con, appunto, la pura logica lì dove, raccontando la creazione dell’uomo così come raccontata nella Genesi, sottolinea come Dio per creare l’uomo abbia in lui soffiato (nelle narici) l’anima ma per creare la donna questo soffio vitale viene, per qualche motivo, “dimenticato”…
Odifreddi utilizza non solo la logica ma anche l’ironia e, ovviamente (dico ovviamente perché tra i premi ricevuti dal professore anche quello Galileo dell’Unione Matematica Italiana) la confutazione dei puri “Giochi matematici”….
Impegnativo
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La Questua – Curzio Maltese
Manuale Primo Soccorso Gratis
Edito dall‘Associazione Nazionale Formatori della Sicurezza sul Lavoro (ANFOS) con il patrocinio delle Istituzioni come il comune di Vercelli, il Manuale di Primo Soccorso di Sergio Pagliocca sarà presentato il 5 febbraio alle ore 10,15 presso la Sala Pastore Camera di Commercio in Piazza Risorgimento 12 (Vercelli) e distribuito gratuitamente fino a esaurimento scorte. Per contattare l’autore sergio.pagliocca (at) gmail.com
L’autore, Pagliocca, istruttore di primo soccorso e in servizio nella Polizia a Vercelli, ha dato vita ad un testo legibilissimo anche dai non addetti ai lavori.
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Noi – Walter Veltroni
Noi è un romanzo di Walter Veltroni (ma che fine ha fatto???) che ripercorre alcuni eventi storici attraverso le parole e i comportamenti (già perchè più di leggere sembra di vedere un film) dei personaggi.
Il 1943 con tutto lo sfacelo storico che questo anno porta con sé, il 1963, il 1980 e l’inverno 2025…
Il romanzo inzia con la fine del fascismo, con un quattordicenne che pensa (e questo sarebbe già un miracolo adesso…cfr Perle ai porci – Gianmarco Perboni)…
Il padre, maggiordomo del duce, il paese che sta per sprofondare sotto il peso enorme del dolore di tutti coloro, tanti ormai, che si chiedono “perchè si debba combattere contro un nemico così superiore in tutto, di armi e di uomini, di noi..“.
Inutile dirvi del dolore che, invece, ha invaso me quando ho letto della tragica storia dei 20 bambini di Bullenhuser Damm..soprattutto quando, alla fine, scopro che il romanzo non è proprio un romanzo…
Weltroni “Mi sono concesse poche licenze alla fedeltà della ricostruzione storica…“.
Infine vorrei segnalare quanto mi è rimasto di un esame universitario di Storia contemporanea, in merito alla guerra..
Il professore spiegava, nell’aula della Sapienza gremita di ragazzi che chiacchieravano, che molti uomini per evitare di andare in guerra (la seconda guerra mondiale) si inniettarono benzina nelle gengive per procurarsi accessi…
Ora, vorrei commentare ma credo che si commenti da solo…
Buona lettura cari amici.
PS. Per chi volesse, Weltroni presenterà il libro a partire da ottobre, qui www.walterveltroninoi.it/appuntamenti/ gli appuntamenti.
Lotta di classe – Ascanio Celestini
Non sembra di leggerlo questo libro, sembra di vedere un film, o anzi, meglio, di prendervi parte, è tutto molto colloquiale, profondo, vero, reale e quotidiano soprattutto per chi, i giovani, tutti i giorni si alzano e tutte le notti vanno a dormire con la stessa “compagna”: la precarietà.

Chi ha dimenticato il caso Atesia, il call center di Roma, Cinecittà ?
La vita di diverse persone si snocciola intorno al Call Center ma non solo … Sono diversi racconti, dove ogni protagonista, senza saperlo, incontra il protagonista del racconto successivo, è come se Celestini avesse “rubato” le pagine del diario di tutti i protagonisti che, casualmente, si conoscono e condividono, senza saperlo, speranze, illusioni e desideri.
Perfino nei ringraziamenti, lungi dal limitarsi a “dire”, Celestini racchiude in sole 2 righe il sentimento che ha animato e anima questa generazione di precari, precari in tutto, non solo nel lavoro. Così Celestini ringrazia: “Grazie a Sara, Paola e Andrea per aver avuto pazienza. Grazie alle donne e agli uomini del collettivo precariAtesia per averla persa.”
Il primo racconto narra della vita di due ragazzi rimasti a vivere da soli con lo zio: “mio zio era la macchia sporca sul divano accanto alla macchia di sugo sul pavimento … era l’umanità in ciabatte che puzza di minestrina con il dado.”
Il secondo capitolo è dedicato a Marinella, la ragazza con il labbro leporino che descrivendo il centro commerciale di Cinecittà dice “… è una casa di Barbie per pupazzi di carne …”.
Poi Nicola e, infine, la signorina Patrizia, terminano il libro con le loro storie. Come mio solito, quando recensisco un libro, soprattutto un libro che adesso mi scorre nel sangue, che è passato direttamente dagli occhi all’animo senza essere filtrato da altro,qui riporto solo alcune delle frasi che più mi hanno colpito e che descrivono perfettamente, a mio avviso, la dimensione delle parole così come le usa Celestini.
Parlando dei baristi, Marinella dice “… i baristi non li sopporto. Quelli che ti guardano male se gli chiedi di andare al gabinetto. Ti guardano come per dirti “paghi solo il caffè e poi mi scrocchi anche il cesso”. Io gli direi “la prossima volta che prendo il caffè senza pisciare mi fai lo sconto?”.
Efficacissima la frase che Celestini fa dire alla signorina Patrizia per descrivere il suo disagio e quello dei precari: “… crescevo quadrata in un mondo rotondo.”
Da leggere, sicuramente, per non sentirsi soli, per avere coraggio.
Recensione Libro Celestini
a tra poco la recensione del bellissimo libro di Celestini, uno spaccato di vita vissuta da i precari del call center…devo solo aver il tempo di poterlo fare …:(
Eutanasia e suicidio assistito
Ho letto Eutanasia e suicidio assistito, scritto da professori universitari come Gerald Dworkin e Raymond G. Frey e da una delle più note studiose di etica in America Sissela Bok, nel 2002, per via della Tesi in Filosofia del diritto che stavo scrivendo e il cui titolo era Eutanasia e Suicidio: Il Diritto di fronte alla morte.
Chi desidera conoscere opinioni pro e contro questa delicata tematica, tutte argomentate in modo impeccabile, non può esimersi dal leggere questo testo scientifico che non annoia, informa ed apre nuovi spunti di discussione.
Otto capitoli che toccano vari aspetti, la legislazione in America a confronto con quella Olandese, analisi su dibattiti contemporanei, la visione della cristianità.
Il controllo sulla nostra vita è uno dei più importanti beni di cui disponiamo, così inizia il capitolo”Distinzioni tra tipi di morti” scritto da Fry e sempre da Frey proviene l’interessante capitolo “La china scivolosa”.
Da Sissela Bok, in merito ai Dibattiti: “..Le posizioni riguardanti il suicidio e il togliere la vita ad altri hanno raramente percorso strade parallele..Ancora oggi possiamo cogliere un riflesso nel fatto che ai condannati che attendono l’esecuzione nel braccio della morte viene impedito fino all’ultimo minuto di togliersi la vita.”
Straordinario il capitolo della stessa studiosa sul suicidio ampiamente dedicato a “spulciare” le teorie del passato iniziando da Socrate: “…il fatto che egli beva la cicuta può dunque essere considerato un suicidio in senso proprio o semplicemente il mettere in atto una sentenza di morte imposta dall’esterno?”
L’esito della lettura non è affatto scontato…io stessa, mentre scrivevo la tesi e al momento della discussione (lontano luglio 2002) ero fermamente convinta che nessuno potesse decidere della vita degli altri, nemmeno della propria.
Poi, un giorno, quando vidi mio padre consumarsi come un cerino accesso al vento per un perfido tumore, pregai che morisse prima possibile e solo la mancanza di coraggio mi ha impedito di ucciderlo, per fortuna poi Dio era distratto e non mi aveva sentito e per fortuna che io sono una vigliacca, tant’è che adesso ho ancora un papà.
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