Gli internati militari italiani – diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945
Gli internati militari italiani – diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 di Avagliano e Palmieri è quasi un “documentario” su carta, a leggere le lettere degli IMI (Internati Militari Italiani che si rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò) sembra di essere lì con quegli uomini poco più che maggiorenni alcuni, ridotti a pelle, ossa e dignità tutti.
Il libro, che contiene lettere frutto di più di due anni di ricerche, contiene numerosissime note dettagliate e inzia con la prefazione di Giorgio Rochat.
“…Per quelli che vennero disarmati e fatti prigionieri dai tedeschi iniziò il viaggio verso i campi di internamento e di lavoro coatto delTerzo Raich. Nel giro di pochi giorni i tedeschi catturarono complessivamente 1007000 militari italiani…” “…tra 600 000 e 650 000 militari italiani a scegliere consapevolmente la prigionia e il lavoro coatto, rifiutando l’offerta di libertà legata all’obbligo di indossare la divisa tedesca o della repubblica fascista…“
Tutto inzia (o finisce) la notte dell’8 settembre 1943 con il Piano Achse “il giorno fatale“…
La prima lettera è di Gino Andolfo che scrive ai genitori e molti altri scriveranno, in primis, ai loro genitori, ci sarà chi griderà “mamma”, chi pensando al cibo preparato dalle mani della propria madre piangerà di commozione “Mamma che gioia sapere che quella roba l’hai toccata con le tue mani” scriveva il soldato Macagno internato a Freinsheim, salvatosi sotto i corpi dei compagni morti durante una fucilazione di massa.
E mentre leggo penso che questa, si questa è vera storia, quella che non ha colore, quella neutra, raccontata dalle parole tradotte in lettere delle persone che hanno vissuto quel che la loro mano va traducendo su fogli di carta, diari, pagine bianche speranza di sentirsi uomini nonostante l’umanità non sia più di quei luoghi (“9000 su meno di mezzo km quadrato, in 24 su uno spazio di 9×6 metri“), questa è la potenza costruttiva della scrittura e della lettura e banalmente la libertà di essere uomini può terminare quando non ci sono più fogli di carta sui quali scrivere…
La forza morale di questi uomini dimenticati dalla Storia si traduce in tutta la sua vivida potenza quando anche se incitati dai loro cari a demordere (“la prova suprema per un uomo“), essi non demordono, il capitano d’artiglieria Silvio Golzio scriverà “chi può immaginare di combattere contro altri italiani sotto comando tedesco?“.
Nelle lettere e nei diari c’è un mondo intero fatto di fame, soprusi, totale mancanza di igiene, dignità, “fame nera“, lavoro, dolori profondi nel corpo e nell’anima, incredulità, speranza, timore, solidarietà..e vi risparmio i molti particolari…
Verso la fine del libro l’intensità della sofferenza che mi invade leggendo le lettere che si susseguono una dopo l’altra come se fossero un bisbiglio incessante, mi fa lacrimare più di una volta e devo fare violenza su me stessa perchè non ho mai interrotto la lettura di un libro se non terminandolo…e terminandolo trovo nuovi ospiti nel mio cuore, ospiti che terrò al caldo per un po’, in attesa che la guerra finisca…
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Gli internati militari italiani – diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945
La follia della normalità – Arno Gruen
La follia della normalità – Per un’interpretazione della distruttività umana.
Arno Gruen, professore di psicologia, utilizza nel libro La follia della normalità – Per un’interpretazione della distruttività umana un linguaggio semi tecnico, quindi non è consigliabile a chi è del tutto digiuno di psicologia.
Sin dall’inizio del libro si capisce subito il punto di vista dell’autore, lo schizzofrenico è “migliore” di chi si sforza di apparire sano…e come dargli torto!
Personalmente non condivido in pieno la totale attribuzione della responsabilità ai genitori nei confronti dei propri figli, questi ultimi “..il bisogno di vendicarsi per essersi sottomessi al potere e alla volontà dei genitori...”.
Nonostante il testo sia datato 1994 è incrdibile come alcune affermazioni possano essere esattamente trasportate al 2009 quando parla dei veri folli come di coloro che vogliono “convincere gli altri che essi agiscono, pensano e sentono in modo adeguato“.
Nel testo si trovano riferimenti ad alcune delle malattie mentali come anoressia e bulimia, sentimento dell’odio e porta come esempi casi e personaggi reali.
E’ il caso di Barbie (incredibile ma questo non è il nome della bambola bionda), un giovane spietato hitleriano il cui atteggiamento, mi pare (il dubbio è d’obbligo), è quasi “giustificato” dall’autore con la mancanza d’amore da parte dei genitori, in special modo a causa della madre.
Su Hitler Arno Gruen scrive diverse pagine ma quello che più dovrebbe far riflettere è proprio il passaggio nel quale sottolinea il fatto che Hitler non era solo nel suo piano…aveva un intero Paese a favore “”un assenso all’autodistruzione“).
Poi ancora, il caso di Greggs Sanders che “una sera d’inverno uccise padre e madre con una scure” , la tragedia di My Lai durante la guerra nel Vietnam, sconvolgente il capitolo sul maltrattamento dei bambini.
Personalmente, per un attimo, ho perfino temuto di essere matta...spesso, durante le mie passeggiate di trekking in montanga, appena vedo un albero che mi piace (non so perchè un albero mi possa piacere più di un altro..) corro verso di lui e lo abbraccio…eppure per un accadimento simile (il protagonista abbracciava una colonna di ghiaccio) dovrebbe insospettire i miei genitore, pare sia dovuto per mancanza di affetto…
Sarò un’eccezione, ma l’amore che ho ricevuto e che ricevo quotidianamente dai miei cari vecchietti è così tanto che potrai farne una scorta!

L’immagine è tratta da http://sites.google.com/site/progettolineagotica/
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La scoperta della mente Roberto Scarponi
Dopo il libro “Lo sviluppo psicologico del feto” (il libro ispirato alla Tesi di laurea in Psicologia e intitolata “L’influenza del nascituro sul comportamento della madre in gravidanza: le vie, i mezzi, il luogo e i confini della comunicazione nei 266 giorni dal concepimento“) ecco arrivare il nuovo libro di Roberto Scarponi intitolato “La scoperta della mente“.
Anche questo libro, che merita certamente di essere letto, è interamente autoprodotto e forse, anche per questo, è un’ “opera” a tutti gli effetti.
Scarponi utilizza con estrema semplicità terminologie “tecniche” che tuttavia, nel contesto e grazie a diversi esempi e analogie, risultano immediatamente comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
Come di consueto, oltre a citare per voi una delle frasi che più mi ha colpito per l’immediatezza del messaggio (“L’uomo ha investito tutto se stesso per atteggiarsi a costruttore della realtà“) vorrei soffermarmi su un breve periodo del testo che, apparentemente sembra essere ovvio, ma se ci fermiamo a riflettere su quanto Scarponi analizza per noi, credo che, come è accaduto per me, l‘impatto sarà quasi agghiacciante.…
“.… La distanza tra la tecnologia dell’ uomo del III Millennio (d.C.) a confronto con la tecnologia dell’uomo dell’età della pietra è incommensurabile. Ma non si riesce ad individuare lo stesso gap nella rappresentazione mentale dell’uomo della pietra con la rappresentazione mentale dell’uomo contemporaneo….”
Questo l’indice del Libro “La scoperta della mente”:
- Prefazione
- Il linguaggio non verbale e verbale
- I test
- Una rappresentazione metaforica sulla divergenza
- La complessità dei confini
- La relazione comunicativa adulto bambino
- Sviluppo linguaggio e comunicazione
- Il ruolo delle emozioni
- Autismo
- Il cervelletto
- Il cervello, il” cuore” dei sentimenti
- Sviluppo psicologico del feto
- Astrociti come neuroni
- Brutti ricordi
- La psichiatria in Italia
- La comunità terapeutica
- Riepilogo
- La ricerca
- Conclusioni
PER ACQUISTARE IL LBIRO E’ POSSIBILE SCRIVERE DIRETTAMENTE ALL’AUTORE :
Roberto Scarponi
Via Cornelia 50 00166 Roma
http://scarponiroberto.blog.tiscali.it
scarponi.r@tiscali.it
Il Quaderno – Saramago
E’ recente la polemica sorta in seguito alla mancata pubblicazione da parte di Einaudi (Mondadori) del libro di Saramago intitolato “il Quaderno“. Ad oggi anora non ho capito il perchè, visto che a Berlusconi il premio Nobel dedica sicuramente molto meno interesse di quanto, invece, non ne dedichi a Bush o al Papa.
Saramago è tra i miei autori preferiti, il suo modo unico e profondo di comunicare è qualcosa che va oltre la scrittura è qualcosa che ha a che fare, quasi, con il paranormale..
Tornando a noi, anzi a “Il Quaderno”, il ibro raccoglie alcuni dei post pubblicati dall’autore sul suo blog, che ci riportano alla mente e al cuore gli ultimi accadimenti, i più rilevanti per Saramago ma anche per me e quasi sicuramente anche per voi che leggete.
Inizio subito a sottolineare una bellissima frase di un giorno di settembre di un anno fa “…. fisicamente abitiamo uno spazio ma sentimentalmente siamo abitati da una memoria”….
Eccoci con alcune affermazioni per l’ex Presidente degli Stati Uniti, non lascia adito a interpretazioni: “Mi chiedo come e perchè gli Stati Uniti, un paese grande in tutto, abbia avuto tante volte presidenti tanto piccoli“.
Alcune pagine più in la ecco che Bush diventa “un maligno prodotto della natura..”
Su Berlusconi non spende, in realtà, parole peggiori, inizia parlando del popolo italiano dicendo “il popolo italiano …è dimostrato come l’inclinazione sentimentale che prova per Berlusconi, tre volte manifestata, sia indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale“.
Ha parole anche per la sinistra “non ha più la schifosa idea del mondo in cui vive“.
Verso la fine del libro (Marzo 2009) il post intitolato “la democrazia in un tassì” inizia ironizzando sul cavaliere come “eminente statista…ha appena partorito nel suo privilegiato cervello..”
Ha parole anche per la sinistra “non ha più la schifosa idea del mondo in cui vive“.
Dell’Italia, però (e come contraddirlo!) Saramago “salva” e anzi elogia la meravigliosa Rita Levi Montalcini a lei intitola un intero paragrafo (un post) “Quando sarò grande voglio essere come Rita” e Saviano, lì dove scrive “mi sento quasi insignificante davanti alla dignità e al coraggio dello scrittore e giornalista Roberto Saviano, maestro di vita.”
Non è timido Saramago e nemmeno il Papa lo fa tacere, anzi…”non sopporto di vedere i signori cardinali e i signori vescovi abbigliati con lusso che scandalizzerebbero il povero Gesù di Nazareth...”.
E poi ancora riflessioni, come solo lui sa fare, come solo lui riesce quando ci appiccica addosso quella sensazione di aver non letto ma assorbito, inermi, un fiume in piena.
Rilfessioni sulla crisi economica, su speranze e utopie, sulla lettura, sui giovani di oggi “ i nemici in casa sono i giovani di adesso per i propri genitori..”, riflessioni sul maltrattamento degli animali, sul conflitto Israele e Palestina, sull’elezione di Obama, su Rosa Parks, sulla pedofila e su Hitler.
Il libro “Il quaderno” sembra quasi una finestra aperta sul passato, non troppo lontano…da leggere sicuramente.
Santi, negri e scarafaggi
Ho ricevuto pochi giorni fa la richiesta di pubblicazione e quindi diffusione del libro Santi, negri e scarafaggi, sono quindi andata a leggere qualcosa sulla casa editrice Quarup Editrice e mi è piaciuto subitissimo quanto ho letto:
“Quarup è una casa editrice fondata poco più di due anni fa, a Pescara, con l’idea di proporre un approccio moderno e internazionale alla narrativa, come punto di osservazione avanzato sulla vita e sulla società contemporanea.
Amiamo un tipo di letteratura fatta da gente normale che, tra l’altro, scrive”
Per ora vi segnalo quanto ricevuto nella mia casella email, spero al più presto di poter leggere il libro e darvi, come sempre, la mia spassionata opinione…
“Un protagonista per finta, una videocamera blesa, un batterio a dieci/decimi di vista che presta la sua voce a personaggi malinconici e marginali… Santi, negri e scarafaggi non è altro che un’apnea verso un fondale limaccioso.”
Esce in questi giorni per l’editrice Quarup il soprendente romanzo d’esordio di Giovanni Fantasia, che dalla “pancia operosa e strutturata” della sua Sassuolo modella un anti-romanzo dalla scrittura raffinatissima.”

Lo potevo fare anch’io – Perchè l’arte contemporanea è davvero arte – Bonami
“Arte come cibo …dell’anima” un libro di brevi storie dell’arte contemporanea“
Amo l’Arte, in tutte le sue mille e più espressioni, non saprei dire bene perchè forse “solo” per l’emozione che mi da sapere di essere davanti ad un’opera che qualcuno ha creato per qualche motivo…Però, è vero, quelle poche volte che mi sono trovata davanti ad un’opera, quadro, scultura o allestimento, di Arte contemporanea, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata “lo potevo fare anche io”…
Così quando ho visto che il mio compagno leggeva questo libro ho subito approfittato e deciso di leggerlo, se non altro, per capire.
Voi non ci crederete, ma non solo ho capito, adesso, addirittura l’Arte contemporanea mi piace!
“L’idea che sia arte solo ciò che è difficile realizzare
è come affermare che bere un bicchiere d’acqua è una cosa banale.”
Sarà per il linguaggio così colloquiale ed esaustivo, perfino simpatico, utilizzato dall’autore, Francesco Bonami, sarà perchè, come spesso accade, non si ama solo quel che non si conosce e basta conoscere per amare…
Nel libro, intitolato, appunto, Lo potevo fare anch’io – Perchè l’arte contemporanea è davvero arte, l’autore scrive di alcuni tra i più noti artisti senza lesinare anche, all’occorrenza, critiche che motiva sempre con particolare attenzione.
Marcel Duchamp, Lucio Fontana (che tagliava le sue tele), Jackson Pollock (action painting – pittura d’azione), Andy Warhol (rivoluzione dell’arte consumista), Lucian Freud (nipote del famos Freud, …il puzzo riesce a dipingerlo..), Gerard Richter (“i suoi quadri sembrano fotografie fuori fuoco“..), Anish Kapoor (si serve dell’arte come di un enorme aspirapolvere, Robert Mapplethorpe (la sua fotografia viene paragonata ai disegni di Michelangelo), Robert Ronschenberg (quando era piccolo la mamma trovò che aveva dipinto il divano, con un ombrello infilato nella spalliera e una scopa incollata sui cuscini), Christo e la moglie Jeanne – Cloude (The Gates, i precursori della Land Art), Danten Hirst (il signore delle mosche), Jeff Koons e il suo Rabbit, Cattelan, Botero (…le figure non grasse, ma gonfie).
Questi sono solo alcuni degli artisti ammirati da Bonami, altri come Arnoldo Pomodoro e Gattuso, vengono criticati ma sempre con una certa eleganza.
Infine, bellissima, davvero, la fine, quando Bonami parla della differenza tra mostruoso (come la Stazione Centrale di Milano o l’Altare della Patria a Roma) e brutto:
“la morte non sempre arriva, per fortuna, dal cielo e dai missili,
ma anche dalla pacifica, inerte,accettazione della bruttura del tutto“

laFeltrinelli.it
Lucio Fontana Fondazioneluciofontana.it

Festival dell’Arte Contemporanea
www.festivalartecontemporanea.it
Il lamento del bradipo – Sam Savage
Non avevo mai letto nulla di Savage, pur conoscendolo di “nome” dopo l’enorme successo del romanzo Firmino (2006), ho iniziato a leggere Il lamento del bradipo con un po’ di “sospetto” come accade per tutte le cose che non si conoscono, ma non l’ho ri-cacciato nel cassetto come si fa, adesso, con quei poveracci degli extracomunitari…ho continuato a leggerlo, piano piano, con calma, con tutta l’umiltà di chi sa di essere “ignorante” inquanto ignora ciò che gli è davanti…
Infatti mi è piaciuto molto, nonostante non sia il genere di libro che consiglio a chi affronta uno stato di depressione, e non perchè il libro sia deprimente ma perchè è crudelmente reale…
E’ drammatico-ironico, il romanzo è una serie di lettere che il protagonista giornalista Andrew Whittaker, scrive a diversi destinatari e attraverso le quali snocciola la sua vita, i suoi timori, le sue speranze, i suoi fallimenti…insomma se stesso.
Le lettere, che scrive nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre e che sembrano essere i testimoni inconsapevoli di una preannunciata tragedia o quasi, vengono inviate agli inquilini del palazzao, in sfacelo, di sua proprietà, alla ex moglie alla quale è ancora legato, alla sorella odiata e ai lettori aspiranti redattori di Bolle che il più delle volte vengoo stroncati con estrema (e aggiungerei sana) durezza.
Posso dirvi cosa proprio non appartiene al protagonista: la sdolcineria.
E’ diretto nelle sue comunicazioni con l’esterno e lento, forse porprio come il bradipo, nel comprendere che forse i passi che sta facendo non sono quelli che avrebbe dovuto fare…
Vorrei citare, come di consueto, una frase del protagonista che a me è piaciuta moltissimo:
“Quanto a Dio, io non sono semplicemente un agnostico, sono un seguace dell’indifferentismo”.
Per chi, come me, non conoscesse Savage, basti sapere, per capire “chi è”, che era un ex prof. di filosofia, poi diventato meccanico di bici, poi ancora carpentiere e pescatore, per arrivare, ad oggi, all’arte della scrittura.
Infine, siccome i libri sono delle vere e proprie opere d’arte, vorrei sottolineare che molto, ma molto carina è anche la copertina del romanzo, opera di Saul Steinberg.

La terza nazione del mondo – i disabili tra pregiudizio e realtà – Matteo Schianchi
“…l’handicap è un modo di esistere…“
650 milioni di persone disabili nel mondo, 6 milioni in Italia, tra gravi e lievi disabilità, dovute soprattutto agli incidenti sul lavoro, tra i 54 4 gli 82 incidenti al giorno!
Il libro La terza nazione del mondo – i disabili tra pregiudizio e realtà, scritto da Matteo Schianchi, che conosce “personalmente” la disabilità visto che egli stesso è un atleta della nazionale italiana di sport disabili, inizia con la storia di un atleta recentemente salito alla ribalta, Pistorius, accusato di “doping tecnologico” per le protesi alle gambe che perse a causa di una malformazione genetica.
Pistorius, riferisce Schianti, è stato inserito dal Times nella lista delle 100 persone più influenti del pianeta.
Ho scoperto che la tecnologia è molto altro rispetto a quanto potesse immaginare la mia mente tarata per essere prettamente umanistica e mi sono stupita nell’apprendere che la “comunicazione” all’interno di una protesi avviene via bluetooth.
Ho pensato subito a quanto è strano il fatto che chi, come me, non ha disabilità, associa il termine, immediadatamente, al cellulare piuttosto che al pc…un disabile, invece, alla libertà…alla libertà di muoversi e di essere” normale”.
Il libro continua toccando tutte le enormi problematiche che investono la quotidianità del disabile, per esempio sapevate che solo il 10% del sistema ferroviario italiano (sistema ferroviario! quindi totale delle stazioni e treni!) è accessibile???
Devastante la lettera di una ragazzina sedicenne nata senza il naso che sarebbe voluta morire, puntuale e precisa la ricostruzione storica della disabilità, da quando, nel mondo greco-romano il bambino disabile veniva visto come figlio del peccato e la colpa (nemmeno a dirlo…) era della donna, all’Ottocento quando la disabilità divenne fenomeno da baraccone fino alla famigerata Aktion T4, Programma eutanasia dei nazisti per il quale trovarono la morte 70.000 persone.
Ed ora vorrei finire con un’esperienza del tutto personale….mi è accaduta una cosa molto strana mentre leggevo questo libro e che credo possa spiegare benissimo il messaggio dell’autore…
Più di una volta, mentre mi trovavo sul treno o sulla metro a leggere il libro, mi sono accorta di essere guardata, diciamo, con una certa insistenza, da donne e uomini indistintamente, mi scrutavano come se cercassero una gamba finta, un braccio fantasma o una stampella infilata chissà dove…come se un libro sulla disabilità potesse interessare esclusivamente una persona disabile, come se la disabilità fosse “cosa” dei disabili e non degli abili, come se fosse troppo strano che una persona non disabile si interessasse al mondo della disabilità…
Grazie Matteo.
Noi – Walter Veltroni
Noi è un romanzo di Walter Veltroni (ma che fine ha fatto???) che ripercorre alcuni eventi storici attraverso le parole e i comportamenti (già perchè più di leggere sembra di vedere un film) dei personaggi.
Il 1943 con tutto lo sfacelo storico che questo anno porta con sé, il 1963, il 1980 e l’inverno 2025…
Il romanzo inzia con la fine del fascismo, con un quattordicenne che pensa (e questo sarebbe già un miracolo adesso…cfr Perle ai porci – Gianmarco Perboni)…
Il padre, maggiordomo del duce, il paese che sta per sprofondare sotto il peso enorme del dolore di tutti coloro, tanti ormai, che si chiedono “perchè si debba combattere contro un nemico così superiore in tutto, di armi e di uomini, di noi..“.
Inutile dirvi del dolore che, invece, ha invaso me quando ho letto della tragica storia dei 20 bambini di Bullenhuser Damm..soprattutto quando, alla fine, scopro che il romanzo non è proprio un romanzo…
Weltroni “Mi sono concesse poche licenze alla fedeltà della ricostruzione storica…“.
Infine vorrei segnalare quanto mi è rimasto di un esame universitario di Storia contemporanea, in merito alla guerra..
Il professore spiegava, nell’aula della Sapienza gremita di ragazzi che chiacchieravano, che molti uomini per evitare di andare in guerra (la seconda guerra mondiale) si inniettarono benzina nelle gengive per procurarsi accessi…
Ora, vorrei commentare ma credo che si commenti da solo…
Buona lettura cari amici.
PS. Per chi volesse, Weltroni presenterà il libro a partire da ottobre, qui www.walterveltroninoi.it/appuntamenti/ gli appuntamenti.
Perle ai Porci – di Gianmarco Perboni
Il lettore che ha già avuto a che fare con le mie recensioni sa quanto amo ripetere ogni tanto, qua e là tra le righe, qualche frase del libro che sto recensendo.
Di “Perle ai Porci – di Gianmarco Perboni” (nome finto…ora capiremo perché) avrei citato tutto, dall’inizio alla fine ma, come potrete bene capire, ci sarebbe potuto essere un piccolo problema di diritti d’autore.
Insomma questa lunga introduzione solo per dire che mi è piaciuto davvero questo libro: diretto, senza falsi perbenismi, acuto, straziante anche (ora capiremo perché) e con un finale che fa pensare che tutto quel che si è creduto di leggere nelle 214 pagine forse, ma dico forse, non è sempre vero.
Il libro nasce come uno sfogo di un professore del Liceo “carogna” si auto definisce così, i fatti sono tutti realmente accaduti (purtroppo), i nomi ovviamente (compreso il suo …) sono tutti inventati perché sappiamo bene che in Italia c’è la libertà di parola no??
Comunque, tornando al libro, scorre piacevolmente sotto gli occhi e a volte fa addirittura male, mi ha fatto male constatare che le impressioni che ricevo dall’osservazione degli atteggiamenti e dall’ascolto dei discorsi (?) di questa nuova generazione (forse sarebbe meglio chiamarla degenerazione…) sono le stesse che ha avuto e che ha un insegnante.
E’ una tragedia perché significa che il mondo (almeno l’Italia) è destinato ad estinguersi grazie ai porci.
I porci sarebbero gli studenti, le perle, ovviamente la cultura: “… l’ignoranza degli studenti è congenita, abissale e irrimediabile.”
E’ un libro profondamente attuale, parla della scuola privata, di quella pubblica, della burocrazia, degli esami (truffa ?) di idoneità, del SSIS, del potere dei bidelli, del perché abbia vinto Berlusconi: “…se lo dice la tv vuol dire che va bene così” (facendo un sillogismo se Tv = verità e Berlusconi = Tv , allora Berlusconi =verità….).
Qualora qualche insegnante avesse eventuali dubbi su come comportarsi con i propri studenti valga anche solo questo come consiglio “…Se agli studenti dai un dito, ti divorano la metà del corpo cui il dito appartiene e piantano una bandierina anche sul rimanente mezzo”. Che devo dire …bellissimo!
Link del prof Perboni www.profperboni.blogspot.com
The gold bug – lo scarabeo d’oro – Edgar Allan Poe
The Gold bug – lo scarabeo d’oro di Edgar Allan Poe è un libro italiano inglese ( un libro in inglese con traduzione in italiano affiancata) che consente di effettuare una lettura comparata tra la versione inglese e quella, tradotta, italiana.
Utile non solo per perfezionare la lingua Inglese ma anche per capire come, proprio nella logica concettuale, la Lingua Inglese si differenzi dalla Lingua Italiana.
Un consiglio: evitare di leggerlo se non si conosce già la Lingua Inglese, Edgar Allan Poe non è propriamente un autore per le elementari…
In ogni modo la recensione sarà in italiano ![]()
Il libro si compone di 3 racconti, tutti in sitle perfettamente “Poe”, suspence e finale inaspettato.
Lo scarabero d’oro è un racconto semi fanastico che narra, essenzialmente, di un tesoro e di come, soprattutto, i protagonisti giungono a scoprirlo…
Il secondo racconto si intitola il cuore rivelatore (The tell – tale heart); coloro che erano appassionati alla famosa vecchia serie di “ai confini della realtà” lo avranno sicuramente visto in versione film in tv, ma leggerlo, come sempre, è tutta un’altra cosa…
Infine “The black cat” (si, proprio il gatto nero..)dove la storia è agghicciante a mio avviso, il protagonista è un uomo che da docile si trasforma in diabolico…
Verissima la prefazine lì dove si legge, a proposito delo stile inconfondibile di Poe …ciascun racconto è da intendersi come un congegno meccanico.
La frase che ho segnato come la mia preferita:
La pazzia è solo un’estrema acutezza dei sensi... (e con questo posso giustificare qualsiasi macello che faccio…).
Il Bianco rumore dei respiri – Alessandro Vettori
Questo libro, Il Bianco rumore dei respiri di Alessandro Vettori, è capitato nella mia casa “quasi” casualmente.
Scrivo tra virgolette “quasi” perché ho ancora difficoltà a credere di non aver mai conosciuto prima l’autore, regista, pittore, poeta e scrittore.
Molte pagine di questo libro sembrano davvero far emergere ciò che più mi appartiene, ciò che più mi è vicino, come l’amore per l’Arte (mi stupisco quando leggo la citazione de “L’Urlo” di Munch, il mio quadro preferito o quando a metà del libro circa Alssandro Vettori scrive “..l’Arte ci restituisce la nostra individualità”), per la Musica (anche io come uno dei personaggi del libro suono il pianoforte), per la passione per l’Amore inteso come viversi nell’anima, annientare se stessi per accogliere l’altro nella consapevolezza che ciò non comporterà mai una distruzione di sé quanto piuttosto un rigenerarsi, perché l’Amore rigenera le ossa, le idee, la vita le speranze…
Loren e Julia e il mondo intorno e dentro di loro, sono i protagonisti del primo romanzo di Alessandro Vettori, un romanzo poetico le cui parole sembrano parlare anche grazie alle immagini dei quadri che ne accompagnato le pagine.
Ero lì mentre leggevo di Loren e di come la presenza dell’assenza della propria madre dal “cuore impellicciato di vergogna” lo ha segnato per sempre, ero lì, in un angolo, forse nascosta dietro la porta mentre Julia e Loren si sfioravano la vita per poi unirsi e amarsi, ma la mia non era né semplice curiosità né morboso voyeurismo, io ero realmente lì, dentro le pagine del libro che non stavo leggendo ma che, invece, mi leggeva dentro.
Avrei voluto essere io la destinataria delle parole che Loren taceva a Julia, e sempre io avrei voluto rappresentare la passione di Julia per la vita, lì dove ella pronuncia simili pensieri “ le sue parole come gondole si disperdono tra i canali della mia femminilità…”.
Il vissuto individuale di entrambi, il vivere amandosi ma rifuggendosi anche, la separazione e l’incontro dopo dieci anni durante i quali sommerso come il germoglio che attende la primavera per alzare il capo chino sotto il manto di neve, emerge, mai assopito ma solo silenzioso, un abbraccio…l’abbraccio del libro al lettore, come se queste oltre 170 pagine avessero arti, cuore, occhi, labbra e nervi.
Grazie Alessandro, delle emozioni e della dedica.
Per acquistare il libro scrivete pure all’autore: alessandrovettori75@gmail.com
Blog di Alessando Vettori: crisalididellamente.splinder.com/
Recensioni libri….al ritorno dalla (disastrosa) vacanza
In tempi non sospetti (era l’11 agosto quando ho pubblicato il post “Recensioni Libri…in vacanza“) avevo preannunciato che sarebbe (forse) accaduto qualcosa…e mi sbagliavo…perchè non è accaduto “qualcosa”, è accaduto di TUTTO!!!
Delle due settimane, la mia vacanza si è ridotta ad una..:
- al mio compagno sono venute delle bolle/funghi
- io mi sono sentita male
- il materassino matrimoniale da campeggio è morto
- la tenda si è bucata
Tornati a casa dopo una settimana:
- il bagno era allagato
- il garage si è, conseguentemente, allagato
- io ho preso la rosolia (ancora attendo di sapere dalle analisi del sangue se è stata rosolia…)
Quando ho raccontato la storia del bagno a mia madre mi ha risposto:
“e menomale allora, pensa se tornavi dopo 2 settimane!…
io: Mamma ho la rosolia…
Mamma: e menomale, pensa se ti viene mentre sei incinta…
Io: Mamma, ho 34 anni e non voglio figli.…
Mamma: e menomale, pensa se li volevi e non t’era venuta la rosolia!
Io: Vabbè, ciao ma.
Ora ditemi se è strano che non vedo l’ora di ritornare in ufficio!
Email Marketing – strategie e tecniche efficaci per fare business
Anche l’email marketing è 2.0: è la prima conclusione alla quale si giunge dopo aver letto il testo della casa editrice Hoepli sempre molto attenta a tutte le tematiche legate al web marketing.
Con un linguaggio chiaro, esaustivo e tecnico al punto giusto, gli autori (Nazzareno Gorni e Marco Maglio) descrivono perfettamente “il mondo” dell’email marketing e tutto quel che gira intorno ad esso!
Dai concetti fondamentali alla legge sulla Privacy fino ad arrivare alla Email Analytics.
Dopo il primo capitolo, dedicato all’ABC dell’E-mail Marketing, il secondo tratta subito del sopra citato email marketing 2.0.
Ormai questo “numero aggettivante”, il 2.0, non fa che comparire ovunque, e non poteva certo mancare per descrivere uno degli strumenti in assoluto più utilizzati, l’email: l’email 2.0, in sostanza, è l’email dove l’utente ha il pieno controllo, è l’email “etica” ma non per questo meno interessante … anzi!
Fare email marketing per il proprio business è una cosa seria insomma, non ci può improvvisare “esperti” perché i rischi di fallire o addirittura di essere “diffidati” sono più che ipotesi.
Il testo ci insegna:
- come scegliere una seria e stimata Agenzia di email marketing che si occuperà di questa attività,
- come costruire una lista di indirizzi email senza violare la legge sulla Privacy,
- come creare un messaggio efficace,
- come misurare la deliverability e come interpretare le statistiche del codice che traccia la nostra email.
Non mancano consigli utili e pratici per rendere subito interessante la nostra email, come per esempio inserire sempre nel footer email un payoff che identifichi subito il mittente.
Lotta di classe – Ascanio Celestini
Non sembra di leggerlo questo libro, sembra di vedere un film, o anzi, meglio, di prendervi parte, è tutto molto colloquiale, profondo, vero, reale e quotidiano soprattutto per chi, i giovani, tutti i giorni si alzano e tutte le notti vanno a dormire con la stessa “compagna”: la precarietà.
Chi ha dimenticato il caso Atesia, il call center di Roma, Cinecittà ?
La vita di diverse persone si snocciola intorno al Call Center ma non solo … Sono diversi racconti, dove ogni protagonista, senza saperlo, incontra il protagonista del racconto successivo, è come se Celestini avesse “rubato” le pagine del diario di tutti i protagonisti che, casualmente, si conoscono e condividono, senza saperlo, speranze, illusioni e desideri.
Perfino nei ringraziamenti, lungi dal limitarsi a “dire”, Celestini racchiude in sole 2 righe il sentimento che ha animato e anima questa generazione di precari, precari in tutto, non solo nel lavoro. Così Celestini ringrazia: “Grazie a Sara, Paola e Andrea per aver avuto pazienza. Grazie alle donne e agli uomini del collettivo precariAtesia per averla persa.”
Il primo racconto narra della vita di due ragazzi rimasti a vivere da soli con lo zio: “mio zio era la macchia sporca sul divano accanto alla macchia di sugo sul pavimento … era l’umanità in ciabatte che puzza di minestrina con il dado.”
Il secondo capitolo è dedicato a Marinella, la ragazza con il labbro leporino che descrivendo il centro commerciale di Cinecittà dice “… è una casa di Barbie per pupazzi di carne …”.
Poi Nicola e, infine, la signorina Patrizia, terminano il libro con le loro storie. Come mio solito, quando recensisco un libro, soprattutto un libro che adesso mi scorre nel sangue, che è passato direttamente dagli occhi all’animo senza essere filtrato da altro,qui riporto solo alcune delle frasi che più mi hanno colpito e che descrivono perfettamente, a mio avviso, la dimensione delle parole così come le usa Celestini.
Parlando dei baristi, Marinella dice “… i baristi non li sopporto. Quelli che ti guardano male se gli chiedi di andare al gabinetto. Ti guardano come per dirti “paghi solo il caffè e poi mi scrocchi anche il cesso”. Io gli direi “la prossima volta che prendo il caffè senza pisciare mi fai lo sconto?”.
Efficacissima la frase che Celestini fa dire alla signorina Patrizia per descrivere il suo disagio e quello dei precari: “… crescevo quadrata in un mondo rotondo.”
Da leggere, sicuramente, per non sentirsi soli, per avere coraggio.
Mosca Felice – Andrej Platanov
Non è esattamente il mio genere, è un romanzo incompiuto, non conoscevo l’autore, ho scoperto questo libro perhè citato nell’ultimo che ho letto “l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello“.
Credevo che “Mosca Felice” fosse la storia di una mosca…insomma si di animali e invece parla di una giovane ragazza russa (di nome Mosca) cresciuta senza nessuno, in perenne ricerca di qualcosa che”..rappresenta la nuova generazione dei figli della rivoluzione, privi di qualunque dimensione temporale che non sia quella futura.”
Ripeto, non è il mio genere, però ho voluto leggerlo tutto comunque perchè è scritto benissimo, scorre benissimo e ci sono dei paragoni e delle frasi meravigliosi a mio avviso:
…”I fiori, così belli da sembrare pensierosi.…”
…”l’intestino somiglia al cervello, il loro potere aspirante è assolutamente razionale e passibile di appagamento….“
Zingaro chi sei?
E’ un libro per ragazzi ma lo consiglio a tutti, solo per conoscere (e capire) la cultura di quelli che oggi sono diventati i “nuovi perseguitati”.
La mia condanna a chi fa atti del genere (violenza sessuale ecc.) non può che essere più che totale essendo io, per altro, una donna.
Ma la mia condanna è verso l’atto e non verso una popolazione.
Questo libro può essere utile ai vostri figli per non restare imbambolati davanti alla tv e credere che la fine del mondo arriverà per colpa degli zingari!
Ongi cultura, in quanto tale, merita rispetto.
Da leggere!
SCOTTI G., Zingaro, chi sei? , Napoli, Ferraro, 1978
L’errore di Cartesio – Damasio
“I fragili strumenti della razionalità hanno bisogno di un’assistenza speciale”..questa assistenza è l’emozione.
Con questa frase può essere riassunto il libro del Prof. Antonio R.Damasio intitolato “L’errore di Cartesio – Emozione, ragione e cervello umano”.
In alcune parti molto tecnico e specifico per chi non ha conoscenze mediche, in molte altre, invece, chiarissimo, esplicativo anche attraverso reali casi di pazienti.
Una lettura indispensabile per chi desidera conoscere il funzionamento del cervello, della mente, delle emozioni, per conoscere un po’ meglio anche se stessi.
Io lo sto utilizzando per far capire al mio ragazzo che essere così sensibili come sono io non vuol dire essere cretini…:)
Antonio Damasio-Brain and mind: from medicine to society.
L’altra casta: Privilegi, carriere, misfatti e fatturati da multinazionale
Il libro L’Altra Casta, andato in stampa nel marzo del 2008, l’inchiesta sul sindacato condotta da Stefano Livadotti (de L’Espresso), inizia subito con un attacco diretto ai “3 porcellini”, Bonomi, Epifani e Angeletti e continua a sviscerare notizie, indagini (sembra che gli italiani si fidino più delle banche che dei sindacati!!!!).
Il testo presenta dati e cifre che sembrano testimoniare con nessun intento diffamatorio, la costante perdita di ruolo originario dei sindacati.
Interessante, in merito alla precarietà dei giovani, l’accaduto con l’allora ministro Nicolais che , per svecchiare la P.A. “prevedeva il pensionamento incentivato e volontario degli ultra 60enni, per ogni dieci che avessero lasciato la scrivania sarebbero stati assunti sei tra giovani e precari ……ancora un po’ e i sindacati se lo mangiavano vivo…”.
Incredibile la parte dedicata alle diverse contrattazioni: “l’intesa valida per le imprese che producono ombrelloni …è diversa da quella delle aziende che del manufatto forniscono il manico…Non potevano mancare regolamentazioni specifiche per i soffiatori di palloncini, i tagliatori di sughero e perfino i parroci..”
Ampiamente trattata la problematica della sicurezza sul lavoro con un titolo che già dice tutto: Lacrime di coccodrillo alla Thyssen-Krupp.
Quello che più mi ha stupito (non so se stupito è la parola adatta ma mi sono ripromessa di non scrivere parolacce..) è lo sciopero della scarpa sinistra, negli anni settanta.
Interessante anche i contenuti del libro Prerogative sindacali normativa di riferimento: per esempio sapevate che la delega al sindacato può essere revocata solo entro il 31 ottobre di ogni anno e gli effetti della revoca decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo?
Ma perché?????
Sapevate che la dichiarazione dei redditi che andiamo a fare ai CAF non è del tutto gratuita?
Già perché se è vero, ed è vero, che lo stato da ai CAF 15, 7 euro per ogni dichiarazione e se è vero,ed è vero, che lo stato siamo noi…chi è che paga alla fine???
Livadotti prosegue poi nel sottolineare i numerosi benefici fiscali dei quali usufruiscono i sindacati, le pensioni doppi per alcuni “pezzi grossi”.
Non poteva mancare un capitolo sull’Alitalia (tasso di sindacalizzazione pari al 77,9% e 87,1% tra i piloti): “Eldorado Alitalia”.
Le divise delle hostess disegnate dalle sorelle Fontana????
“Se un pilota parte da Roma per andare a prendere servizio a Milano, la metà della durata del viaggio che lo vedrà impegnato nelle parole crociate viene considerata servizio”.
Ce né pure per le Ferrovie…(Ferrandina-Matera), per le Poste, per l’Inps…
L’informazione non ha colore politico, quindi suggerisco a chiunque, di destra, sinistra o centro, di leggere l’Altra Casta.
Ecologia dei siti web
Come e perché usabilità, accessibilità e fogli di stile stanno cambiando il modo di realizzare i siti internet.
Chi come me si occupa di SEO (Search Engine Optimization) sa perfettamente che tra un sito accessibile e un sito più o meno ottimizzato, il primo è di gran lunga preferito dai Motori di Ricerca, Google per intenderci.
Mi sono quindi avvicinata a questo libro in modo “positivamente prevenuta” ma è un testo che consiglio soprattutto a chi, ancora nel 2008, si permette di fare siti e sitarelli dove nemmeno Mago Merlino riuscirebbe a trovare quel che cerca.
Maurizio Boscarol, oltre ad essere il gestore di uno dei siti a mio avviso più utili sia per chi è del mestiere sia per chi non lo è, www.usabile.it, è membro del gruppo di lavoro delle Web Content Accessibility del W3C.
Oltre a fornire chiari esempi di usabilità e accessibilità (è bene sottolineare che non sono la stessa cosa!) sviscera nel profondo entrambi i concetti in modo chiaro ed esaustivo.
Usabilità dei siti web: efficacia, efficienza e soddisfazione, previsione degli errori, possibilità di “rimediare” all’errore stesso, test, feedback, design usabile e molto altro.
I link? Meglio se testuali, sottolineati ( e solo per i link!), blu (parola di Nielsen) e se visitati un colore diverso, evitate parole generiche come “clicca qui” (dal punto di vista SEO vi dico che sarebbe molto più utile inserire parole chiave al posto di quell’anonimo invito!), usare l’attributo TITLE (…come vedete il SEO e l’usabilità hanno molto in comune, a lavorare bene per gli utenti si lavora bene pure per i Motori di Ricerca!)…ecc.ecc.
Interessante il capitolo sui contenuti: “Il web è il regno della concretezza e della concisione”..
Esplicativo anche il concetto di differenza tra architettura dell’informazione e usabilità: “Non è compito dell’usabilità studiare la classificazione più idonea per archiviare i contenuti, ma la maniera più idonea per servirli”.
Accessibilità dei siti web – i diritti dei meno abili: un tema del 20° secolo
Anche in questo caso le coincidenze con il SEO sono evidenti, per esempio l’importanza dell’attributo ALT per le immagini (anche il LONGDESC e TITLE).
ACCESSKEY, TABINDEX, headers, uso di tabelle solo per dati tabellari ecc.
Il colore: “problema” ampiamente e tutt’ora dibattuto.
Utilizzare un forte contrasto tra i colori per evidenziare aree diverse e soprattutto testare il prodotto finale su chi è meno abile, solo così si può essere quasi certi del risultato ottimale.
Interessante anche la parte dedicata ai PDF e a come renderli accessibili (anche qui, ottimizzazione pdf e SEO vanno di pari passo…).
Infine l’ultimo capitolo è interamente dedicato ai CSS.
Non recentissimo, ma sempre utile.
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